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28 Aprile 2023 08:03

Turchia effettua numerosi arresti per presunti legami con il PKK prima delle elezioni

La polizia turca ha arrestato 126 persone per presunti legami con il Kurdistan Workers’ Party (PKK), secondo quanto reso noto da fonti di sicurezza, con un parlamentare filo-curdo che ha affermato che politici, avvocati e giornalisti sono tra gli individui trattenuti nei raid. L’operazione si è concentrata su Diyarbakir, la più grande città nel Sud-Est della Turchia, prevalentemente curda, prendendo di mira persone in 21 province, accusate di legami con il gruppo militante fuorilegge.

L’accaduto è avvenuto meno di tre settimane prima delle elezioni presidenziali e parlamentari, fissate per il 14 maggio, che rappresentano la più grande sfida elettorale che il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, abbia affrontato da quando il suo Partito per la Giustizia e per lo Sviluppo (AKP) è salito al potere per la prima volta nel 2002. “Alla vigilia delle elezioni, per paura di perdere il potere, sono ricorsi nuovamente alle operazioni di detenzione”, ha dichiarato parlamentare del Partito democratico popolare (HDP), Tayip Temel, aggiungendo che decine di politici, compresi membri di spicco del suo partito, giornalisti, artisti e avvocati, sono tra i detenuti a Diyarbakir.

L’ufficio del procuratore locale ha rifiutato di commentare, mentre una fonte della sicurezza ha affermato che la polizia ha effettuato raid simultanei presso 186 indirizzi e ha sequestrato alcuni materiali digitali, dopo che i pubblici ministeri hanno emesso mandati di arresto per 216 persone. Tamel ha riferito che i sospettati sono stati accusati di fornire finanziamenti, reclutamento e diffusione di propaganda per il PKK, designato come gruppo terroristico dalla Turchia.

La direttrice associata di Human Rights Watch (HRW) per l’Europa e l’Asia centrale, Emma Sinclair-Webb, ha affermato che l’accesso al fascicolo dell’indagine è stato limitato. A suo avviso, si è trattato “chiaramente un abuso di potere e di una tattica intimidatoria prima delle elezioni“.

Il terzo più grande partito in Parlamento, l’HDP, deve affrontare un potenziale divieto in un caso della Corte costituzionale in cui è accusato di legami con il PKK, cosa che la formazione politica ha sempre negato. I suoi candidati parlamentari corrono sotto l’egida del piccolo Partito della Sinistra Verde. L’HDP non fa parte della principale alleanza di opposizione, ma si oppone con fermezza a Erdogan, dopo un giro di vite condotto dalle autorità turche negli ultimi anni, in cui migliaia di suoi membri, legislatori e sindaci sono stati incarcerati o privati ​​delle loro posizioni per presunti legami con i militanti curdi.

Il PKK è considerato un’organizzazione terroristica anche da Stati Uniti e Unione Europea. Tuttavia, il sostegno di Washington alla sua affiliata siriana, le People’s Protection Units (YPG), è stato un importante tensione sulle relazioni bilaterali con Ankara. Gli Stati Uniti hanno collaborato principalmente con le YPG nel Nord-Est della Siria nella sua lotta contro l’ISIS. Da parte sua, la Turchia si è fortemente opposta alla presenza delle YPG nel Nord della Siria, in quanto il gruppo rappresenta una minaccia per la Turchia.

Nel frattempo, a meno di venti giorni dall’apertura delle urne, Erdogan tiene duro contro il candidato presidenziale dell’opposizione, Kemal Kılıcdaroglu, secondo due sondaggi d’opinione pubblicati il 24 aprile. Il primo, condotto dalla società Areda, con 17.400 persone in tutto il Paese tra il 15 e il 20 aprile, mostra che Erdogan otterrebbe il 51,4% dei voti, mentre Kılıcdaroglu il 41,8%, seguito da Muharrem Ince e Sinan Ogan, che otterrebbero rispettivamente il 4,6% e il 2,2% dei voti. Ince è la seconda opzione per l’elettorato tradizionale del CHP in quanto ex membro del partito e afferma di perseguire un’ideologia più nazionalista rispetto all’attuale amministrazione del Partito Popolare Repubblicano (CHP). Sinan Ogan, un accademico nominato dall’Alleanza ancestrale dei piccoli partiti, rappresenta invece un’ideologia di estrema destra.

Il secondo sondaggio, condotto dalla società Sonar, mostra invece che Erdogan otterrebbe il 52,1% dei voti, davanti al 47,9% di Kılıcdaroglu in un possibile secondo turno. Questo tasso scende al 46,1% per Erdogan e al 44,1% per Kılıcdaroglu al primo turno. Secondo Sonar, il partito AKP vincerebbe il 38,2% dei voti alle elezioni parlamentari contro il 24,2% del CHP. Il principale alleato di CHP, Good Party (IP), otterrebbe il 13,4% dei voti legislativi, mentre HDP ha il 10,1%.

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